Philippe

Mi chiamavo Philippe ed ero un cavallo Haflinger o Aveglinese di quelli con il manto color ocra e la fluente criniera bionda. Bionda anche la  lunga coda che si moveva leggera quando mi lanciavo al galoppo. 

Non ero elegante come i candidi Lipizzani delle corti europee. Io ero un solido e mite cavallo che i contadini delle alpi europee utilizzavano per i pesanti lavori nei pascoli alpini e per i trasferimenti su impervi sentieri.

Noi Haflinger siamo affidabili, mansueti e anche disponibili al sacrificio, non ci esibiamo nei caroselli equestri ma ci affezioniamo ai nostri padroni e viviamo la nostra vita felici di aiutarli nelle loro fatiche quotidiane. E’ con noi che i bambini imparano a cavalcare perché siamo fedeli e protettivi e così è stato anche per me………..ero ancora un giovane puledro quando un modesto signore è venuto alla stalla per comprarmi…………..diceva che gli serviva un cavallo “multitasking” …………….questa definizione era molto futuristica, nessuno sapeva cosa volesse dire, ma lui era un inventore squattrinato e sognatore ……….allora ha tradotto in gergo quotidiano questa espressione e ha spiegato che gli serviva un cavallo per trainare un carretto quando portava le sue invenzioni ai mercati, ma che avrebbe anche voluto che lo stesso cavallo potesse essere utilizzato dalla sua giovane figlia……..diceva che era una ragazza fantastica ma che i suoi compaesani non la comprendevano…………..eravamo alla fine dell’800 e una ragazza di campagna non doveva perdere tempo con strane idee……….si chiamava Belle e invece di vezzeggiarsi con abiti e accessori lei teneva sempre in mano un libro………..divorava romanzi……..leggeva in ogni luogo………..la sua era fame di conoscenza…….e imparando e scoprendo si immedesimava anche nelle storie e le riviveva nella sua immaginazione………..ma come ho detto eravamo alla fine dell’800 e l’unico interesse di una ragazza doveva essere  quello di trovarsi un marito…………….

Ma Belle non sognava un marito,  Belle sognava l’Amore, quello Grande, quello Puro, quello Per Sempre.

Era dolcissima, siamo diventati subito amici. Quando aveva svolto le faccende domestiche montava sulla mia groppa e ci  facevamo lunghe passeggiate nella brughiera Alsaziana ……poi lei vedeva un bell’albero, ci fermavamo lei scendeva si sedeva a terra e tirava fuori dalla tasca del suo grembiule da lavoro un libro e si metteva a sognare………e io stavo li tranquillo vicino a lei e la guardavo felice………

Poi un giorno è successa una cosa drammatica……..il padre è stato rapito e lei mi ha  lanciato al galoppo in una notte buia come la pece per andare a cercare il suo papà……..era prigioniero in un Castello Maledetto e lei ha scambiato la sua libertà con quella del Padre……………

Sono poi successe tante altre cose che non sto qui a raccontare e poi un giorno la mia vita è finita………… eh si, perché io ero un cavallo non un oggetto inanimato!!!!

Di me è rimasto solamente  un vecchio ferro da cavallo appeso al trave della stalla. Qualcuno lo ha preso e lo ha portato lontano su un vecchio carro di ferri vecchi……….il mio destino era il forno! Sì mi avrebbero “cotto” ad alta temperatura…..io mi sarei “fuso” e avrei potuto diventare qualche cosa d’altro………la chiamano Metempsicosi (anche se forse si riferisce a persone e non a cose???)………..in questi tempi moderni danno significati davvero diversi alle parole. Per me “fuso” derivava dal verbo “fondere” cioè sciogliere un metallo ad alta temperatura ……..loro dicono “fuso” per dire che una persona non ragiona più…….Mah?…………Ho detto che mi avrebbero “cotto” e ai miei tempi ti veniva subito in mente il fuoco e una pentola………no per questi qui “Cotto” è uno innamorato……………..mah in che tempi sono finito?????………………….poi un giorno si presentano due personaggi bizzarri e io ho capito  benissimo che un cavallo loro non l’avevano……..che gli unici cavalli che avevano conosciuto  erano nell0ordine: il cavallo a dondolo della loro infanzia……..il cavallo bianco della giostra al Luna Park…………il cavallo dei pantaloni………….ah no forse ne ho dimenticato uno …….Il cavallo del principe di una favola che leggevano quando erano bambini e che adesso leggono  insieme………poi parlano di una Festa il 10 Settembre………dicono che un cavallo non ci può stare e al limite possono ripiegare su un vecchio ferro arrugginito…..Cari i miei ragazzi io sarò anche un ferro da cavallo arrugginito ma voi non sapete nemmeno di cosa parlate……..

Io il  Principe l’ho conosciuto, altro che Fiaba! E anche Belle……la mia cara Belle…………e Philippe …. il mio caro Philippe ….gli sono stato fedele fino alla fine , ben ancorato al suo zoccolo per proteggerlo nelle sue giornate……….

Questi due “Cotti”…….(eh si “cotti” perché si vede che sono innamorati persi) .dicono che mi devono ripulire e decorare per mettermi sul tavolo degli aperitivi…………..Ma voi, cari miei,  siete proprio fuori di testa………come si fa a mettermi su un tavolo………io sto a terra….sui sassi e sulle zolle……..e cosa me ne faccio di un nastro color dusty blue?…………………….Però non devo contraddirli, se cambiano idea io sono “fuso” per davvero!…………Quindi me ne sto tranquillo e lascio che mi mettano questo nastro di questo improbabile colore e che mi portino in questo Castello a questa Festa…………chissà se la Metempsicosi mi farà rincontrare il mio adorato Philippe….allora si che gli faccio vedere a questi due chi sono io……….altro che “ferro di cavallo che porta fortuna solo se con apertura rivolta in alto”………..se ritrovo Philippe lo lancio al galoppo anche se non siamo in Alsazia  anche se questa nuova ragazza strana  non si chiama Belle e anche se al Castello non ci abita una Bestia…………….e anche se al Castello questi due ci arriveranno con un pulmino tipo Scuola-bus e non con una carrozza……….

In ogni epoca ci sono personaggi strani e anche questa non fa differenza.

Luca & Sara - E niente… ci SPOSIAMO!
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