Mi chiamo Rotera e sono una “Copia dal Vero” di un’ antica lanterna di fine ‘800. In un paese lontano dove parlano una lingua incomprensibile, e ancora più incomprensibili sono i caratteri con cui scrivono, un gruppo di architetti ha messo su un tavolo la mia trisavola. Avete capito bene, la mia trisavola! Una vecchia lanterna da lavoro che avevano comprato in un mercatino delle pulci. L’hanno misurata, pesata , girata da tutte le parti e poi l’hanno fotografata con scanner 3D e hanno impostato la catena produttiva per riprodurla in serie di migliaia di copie. Ogni giorno migliaia di copie escono dalla catena di montaggio. Tutto automatizzato, tutto con macchine a controllo numerico, tante lanterne tutte uguali e tutte che sembrano la Tris-Nonna…………Mentre ho compiuto il mio viaggio sui nastri trasportatori che mi portavano da un reparto all’altro per essere costruita e montata , sentivo gli addetti dei reparti raccontare una storia che ci riguardava da vicino…………. Dicevano che ci hanno copiato da una vecchia lanterna da lavoro che avevano recuperato da un rigattiere ma che aveva una storia strana………pare fosse di un ceramista che a fine 800 abitava in un piccolo paesino alsaziano…………dicevano che questo ceramista era un tipo strano ma che ancor più strani erano moglie e figlio dal momento che erano una teiera e una tazzina……….?????? Non capisco!!!! Come si fa ad avere per moglie una teiera e per figlio una tazzina?……………Dicono che lui era un famoso artigiano che vendeva le sue porcellane alle più nobili famiglie francesi, ma un giorno la moglie che era governante in un Castello principesco è stata trasformata in una teiera e che il loro figlio che stava con lei al castello è stato trasformato in una tazzina da caffè……..Lui teneva la mia trisavola sul suo banco da lavoro per poter lavorare anche di notte, perché da quando i suoi cari erano stati colpiti da questo incantesimo lui non riusciva più a dormire e rimaneva sempre in bottega a produrre ceramiche che poi rompeva dalla disperazione………….prendeva poi la lanterna la attaccava al suo carretto e arrivava fino al Castello ma i cancelli erano sempre chiusi e dalle finestre si intravedeva la sagoma di Bestia enorme………per tante sere era andato al Castello …….e poi se ne tornava in bottega sempre più rattristato di non poter più rivedere i suoi cari imprigionati in un malefico incantesimo…………..ma un giorno le cose sono cambiate……..al Castello è comparsa una ragazza……..in pese dicevano che era una tipa strana……persa nelle nuvole……che era andata al castello per liberare il padre e che era rimasta intrappolata lei stessa…………che la Bestia l’aveva rapita e che anche lei non sarebbe più tornata indietro………..ma una notte in cui tutto il villaggio cercò di uccidere la Bestia , la ragazza riuscì a rompere l’incantesimo dichiarando tutto il suo amore a quell’essere che aveva solamente bisogno di essere amato…………..l’incantesimo fu sciolto e tutti gli oggetti che popolavano il Castello tornarono alle loro normali fattezze…..e fu così che il signor Bric ritrovò la sua amata moglie e il loro simpatico figliolo…..tornarono a casa e lui non lavorò più la notte e quindi non aveva più bisogno della lanterna che mise in un vecchio baule…………………………il baule finì poi da un rigattiere e questi svedesi lo comprarono con tutto il suo contenuto e cominciarono a copiare le cose che conteneva per venderle in tutto il mondo nei loro magazzini dove ogni cosa ha un nome….e io mi chiamo Rotera (e mi è anche andata bene pensa chi si chiama Toftbyn o Svansele) ……….. milioni di mie sorelle gemelle sono sparse in tutto il mondo……………..io sono finita Parma…….sugli scaffali di un magazzino………un giorno sono arrivate due donne una più giovane dell’altra e dicevano che dovevano ravvivare il terrazzo e dargli un tono “Vintage” e che ero perfetta per le candele alla citronella che avrebbero tenuto lontano le zanzare……..hanno comprato me e due mie sorelle e mi hanno portato su questo terrazzo…………….bellino ma niente a che vedere con il fascino dei luoghi dove aveva vissuto la mia trisavola…………mi usavano solo in estate…..in inverno mi mettevano in una cassapanca da cui uscivo solo a primavera inoltrata quando dicevano che riaprivano il terrazzo………..e già da qui dovevo capire che erano persone strane……..che io sappia un terrazzo è già all’aperto che bisogno hanno di aprirlo?????’…………poi una primavera aprono la cassapanca ma non mi posizionano al solito posto………non mi agganciano alla una catena pendente dal soffitto………..ma mi tengono in mano e mi guardano come se non mi avessero mai visto………………la mamma dice: ”è perfetta!!!!!!………ecco Monsieur Jean Bric…………..La figlia è incredula: ”ma Monsieur Jean Bric è un ceramista, mica una lanterna!!” ………..e la mamma: “insomma Sara bisogna dirti tutto……….questa è la lanterna di Monsieur Jean Bric. Quella che tiene nella sua bottega e che poi mette sul carretto quando va a cercare la moglie e il figlio al Castello!”…………………cavoli ma come fa lei a sapere questa storia?………………poi dice che sono un po’ troppo nuova e che si vede benissimo che sono IKEA e che tutti gli invitati alla festa al Castello se ne accorgeranno perché ne avranno di uguali nelle loro case………..Festa al Castello?????………………ma che roba è??????………………poi dice che non c’è problema, che mi truccherà e mi renderà antica ma soprattutto credibile devo rappresentare Monsieur Jean Bric………………..caspita ma allora torniamo al passato????? ………impossibile il passato è passato e io non sono la mia trisavola io sono Rotera……………..ma la mamma comincia a strigliarmi e graffiarmi con una spazzola di ferro……..mi spennella di oro antico…….mi mette un nastro di raso che dice deve assolutamente essere dusty blue…….e finalmente, secondo lei, sono pronta e credibile………sembro usata, sembro venire dal passato, sembro essere appartenuta Monsieur Jean Bric……………..dice che mi porterà al Castello e che mi metterà vicino alla teiera e alla tazzina e che ci sarà anche un orologio, un candelabro, un piumino da spolvero, un panchetto, un armadio……no l’armadio non ci puo’ essere , ci saranno delle grucce a fare da “trade d’union”, ci sarà un cilindro per richiamare un attaccapanni, ci saranno degli spartiti per richiamare un clavicembalo e poi ci sarò io per ricordare un ceramista…………………beh direi che più confusi di così!!!!!!!! E’ come se io dicessi che per richiamare un matrimonio cerco uno che si chiama Renzo e una che si chiama Lucia!!!!!!! Ma dove sono capitata a me queste due mi sembrano uscite dal manicomio……….poi per render più preoccupante la situazione compare un uomo giovane con gli occhiali e uno meno giovane con la barba……….e tutti e due guardano il mio “trucco”. Quello meno giovane dice: “Mah!?!” mentre l’altro tutto felice sorride e abbraccia la ragazza, le stampa un bacio sulla guancia e le dice: ”Amore è bellissima…..abbiamo anche Monsieur Jean Bric, non manca niente per il nostro matrimonio”………..ecco ci siamo è venuto fuori il Matrimonio……io scherzavo quando ho fatto il paragone con Renzo e Lucia!!!!!!….ma questi due, che non si chiamano Renzo e nemmeno Lucia ma Luca e Sara, pare non scherzino……………..dicono che si sposeranno il 10 settembre al Castello……che gli invitati mi useranno per le foto insieme alla tazzina e alla teiera………………basta!!! Non capisco più se sono nel presente o nel passato!!!!!! L’unica cosa che ho capito è questa: per il matrimonio non hanno scelto come pietanza le polpette svedesi!!!!!!!!!!!! AhAhAhAh


